martedì 24 marzo 2009

la baguette interdite

Ormai sono giunto alla conclusione che spezzare la baguette per strada per mangiarne un pezzo, deve essere un segno di estrema maleducazione qui a Parigi. Altrimenti non si spiegano gli sguardi stizziti e disgustati dei passanti quando torno dal supermarché vicino al Mairie del XI°.
La primavera non esiste. Il vento mi ha già distrutto due ombrelli e maintenant ho deciso di andare in girso senza, tanto qui oltre a non saper fare la pasta non sanno neanche fare la pioggia.
Per andare contro i luoghi comuni e tentare di sfatarli, ieri ho preso una pizza in rue de Turenne . Perché siamo stufi della solita solfa, che all'estero nessuno è capace di cucinare come noi italiani etc...Tutte palle. Dopo secoli avranno imparato pure loro a fare una fottuta pizza, glielo concediamo, no?
Insomma avete capito cosa intendo?
Non prendete mai e poi mai una pizza a Parigi.

lunedì 9 marzo 2009

La promenade serale mi propone un uomo, quelli a cui non sai dare l'età ma sai che non sono giovani, che esordisce chiedendomi con voce gracchiante "avez-vous les anarchistes en Italie?".
Il fatto che io stesso sia un anarchico fa esplodere immediatamente il suo entusiasmo.
M'invita a bere del vino rosso di bassa qualità in una creperie a pochi passi dal quartiere latino, su bvd st-germain. Mi parla di quando è stato in Spagna a combattere contro Franco, di come nella vita conti solo l'amore e del capitalismo.
Di ritorno, in metro, stazione Cluny-La Sorbonne ascolto paper kitten klaw e appena parte il violoncello inizio a piangere.
Sotto les grands oiseaux ho anch'io la mia epifania joyciana.